Azienda Ospedaliera di Perugia

L'Ospedale di Perugia riceve encomio dal Ministero della Salute

Il riconoscimento ministeriale fa seguito a un encomio inviato dalla madre di una paziente.




L'Azienda Ospedaliera di Perugia ha ricevuto un importante riconoscimento di apprezzamento da parte del Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute.

Il riconoscimento ministeriale fa seguito a un encomio inviato dalla madre di una paziente al personale sanitario dell'Azienda Ospedaliera di Perugia e al Ministero, in cui vengono elogiati l'impegno e la professionalità dimostrati nell'accogliere e curare la giovane donna di 38 anni.

L'attestato di stima del Ministero testimonia l'eccellenza dell'assistenza sanitaria fornita dall'ospedale perugino e rappresenta un motivo di orgoglio per l'intera struttura e per tutti i professionisti che quotidianamente si dedicano con competenza e umanità alla cura dei pazienti.

Il riconoscimento sottolinea il valore del lavoro svolto dal personale sanitario dell'Azienda Ospedaliera, confermando il ruolo di eccellenza della struttura nel panorama sanitario nazionale.

Il ringraziamento di Barbara, mamma di Chiara e medico ginecologa in Roma:

“Con la presente mail sento la necessità di esprimere la mia immensa gratitudine al personale medico e paramedico tutto dei reparti di Terapia Intensiva, Nefrologia e Dialisi, Urologia, Ortopedia e Area Professionale Riabilitativa e agli specialisti intervenuti per il trattamento medico altamente professionale, accompagnato da grande umanità, che è stato riservato a mia figlia Chiara ricoverata per shock settico pluriorgano presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia. Esprimo questa gratitudine non solo come madre di una figlia riconquistata alla vita ma anche come parte della sanità pubblica essendo medico in attività, consapevole della complessità della nostra realtà sanitaria. Chiara non avrebbe potuto avere in nessun altro centro di eccellenza cure migliori. Alta professionalità, dedizione e grande attenzione umana sono state a noi riservate sostenendoci e accompagnandoci in giorni molto difficili. Lo shock settico ha lasciato delle ferite indelebili in questa giovane donna di 38 anni (insegnante di sostegno) con due bambini: uno di 5 anni e una neonata di 8 mesi che nei giorni di inizio della malattia ancora allattava in esclusiva. Chiara ha subito e subirà amputazioni delle dita della mano e dei piedi ma tutto questo strazio incredibile e insopportabile è stato vissuto con accettazione serena e con un aiuto potente e costante grazie a tutto il personale che ha incontrato, ognuno con la sua competenza. Nonostante il momento drammatico che la mia famiglia sta vivendo, resta forte la consapevolezza di quanta professionalità e umanità ci abbia sostenuto. La nostra esperienza non solo può aiutare tutti ad essere più fiduciosi per il futuro della nostra sanità ma ci impone di rendere onore a tutti coloro che quotidianamente hanno veramente “cura” del paziente e dei suoi familiari”.

"Vorrei che questo ringraziamento pervenisse personalmente ai colleghi:

  • Dottor P. Guiggi (Urologia Direttore E. Mearini): un incontro veloce ma sufficiente al dottor Guiggi per capire la drammaticità della situazione. Ha avuto la capacità di indirizzare subito in Terapia Intensiva e gli siamo grati per l'intuizione clinica senza la quale non saremmo qui;
  • Dottor Matteo Bellucci (Terapia Intensiva 2 Direttore E. De Robertis) che per ben due volte ha riportato Chiara tra noi mostrando sempre equilibrio nell'informazione e competenza nella cura. Non è vero che la Terapia Intensiva e' la terra del buio e della solitudine, Chiara è stata riportata in vita con amore, silenzio e attesa fiduciosa dagli operatori che non hanno mai perso la speranza e piano piano l'hanno fatta rinascere anche nella sua famiglia;
  • Dottoressa Raffaela Sciri (Nefrologia e Dialisi Direttore M. Burdese) che con la sua vicinanza fraterna e grande competenza ci ha accolto nel tempo della ricostruzione psichica e fisica adoperandosi, insieme a tutti gli operatori di questo speciale reparto, ognuno prezioso a modo suo, quanto possibile per far sentire Chiara a casa;
  • Dottor A. Nardi (Ortopedia Direttore A. Caraffa): a lui il compito ingrato di informare ed eseguire su Chiara gli interventi di rimozione delle necrosi agli arti. Il dottor Nardi con umanità ha offerto le sue cure con costanza come fosse una figlia, comprendendo con discrezione il dolore e stando al nostro fianco per tutto il percorso di cura.
  • Dottor A. Serafini (Area Professionale Riabilitativa) che dopo aver conosciuto e trattato Chiara in Terapia Intensiva ha chiesto di poterla seguire in reparto, pur non essendo dovuto, per completare il percorso di cura di cui conosceva la gravità', la complessità' e gli interventi a cui sarebbe andata incontro. Una presenza costante che ci ha sostenuto letteralmente nel cammino.

In ultimo, non meno importanti, vorrei menzionare il Personale Paramedico e Amministrativo (Terapia Intensiva 2 e Nefrologia e Dialisi) che ha seguito Chiara quotidianamente sostenendola al di là del ruolo professionale assegnato e intervenendo spesso con grande sensibilità come sostegno psicologico"

Barbara

Contenuto inserito il 04-01-2026, aggiornato al 04-01-2026

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