Presidente Proietti: “Più posti letto, percorsi più efficienti e innovazione tecnologica al servizio della sanità pubblica”.
È stata inaugurata lunedì pomeriggio 2 marzo la nuova area di degenza della Struttura complessa di Neurochirurgia dell’ospedale di Perugia, diretta dal dottor Carlo Conti, al termine di un importante intervento di riorganizzazione logistica e funzionale finalizzato al potenziamento dell’offerta assistenziale e al miglioramento dei percorsi di cura.
All’evento hanno preso parte la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti e il Magnifico rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli, insieme al direttore generale Antonio D’Urso, alla direttrice sanitaria Simona Carosati e alla direttrice amministrativa Maria Chiara Innocenti. Presenti anche l’assessora regionale Simona Meloni, la presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria Sarah Bistocchi, la vicepresidente dell’Assemblea legislativa Bianca Maria Tagliaferri e rappresentanti del Comune di Perugia, tra cui il vicesindaco Marco Pierini.
“Questa riorganizzazione aumenta la capacità di degenza della Neurochirurgia fino a 20 posti letto e separa in modo chiaro i percorsi rispetto all’assetto definito durante la pandemia, quando Neurochirurgia e Ortopedia erano state accorpate in un’unica ala – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti. - Oggi adeguiamo spazi e organizzazione a flussi che sono cambiati e a bisogni clinici che sono cresciuti. I numeri spiegano questa scelta – ha proseguito la presidente - l’attività chirurgica della Neurochirurgia è aumentata del 16% nel 2024 e del 20% nel 2025 rispetto agli anni precedenti, con un incremento delle sedute operatorie e un conseguente maggiore fabbisogno di posti letto. In parallelo è cresciuta la centralizzazione dei pazienti traumatizzati provenienti dal territorio della Usl Umbria 1 ed è aumentata anche l’attività protesica dell’Ortopedia. Il nuovo layout è costruito per avvicinare la degenza ai blocchi operatori di riferimento, riducendo passaggi, tempi e criticità lungo il percorso del paziente. La mobilità attiva è un fattore decisivo per i risultati che otteniamo – ha aggiunto Proietti. - In una specialità ad alta complessità come la Neurochirurgia, ogni intervento è anche un’occasione di studio e di ricerca scientifica: qui non contano appartenenze tra Università e Regione, conta il paziente e il miglioramento continuo delle cure. Questo passaggio nasce da un miglioramento logistico e deve ora tradursi in un rafforzamento tecnologico sempre più spinto. È un impegno assunto insieme al Magnifico Rettore, lavorando con risorse proprie perché spazi adeguati e tecnologie appropriate sono la condizione per una sanità pubblica capace di offrire il meglio”.
Il Magnifico rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli ha affermato: “L’inaugurazione di oggi conferma come ospedale, università e sistema regionale crescano insieme, in una relazione strutturale e non episodica. La Neurochirurgia rappresenta una specialità di alta complessità in cui assistenza, didattica e ricerca si intrecciano quotidianamente, ogni atto clinico è anche occasione di formazione e produzione di conoscenza. La nuova degenza rafforza la capacità di presa in carico dei pazienti e crea condizioni migliori per il lavoro delle équipe multidisciplinari, per l’innovazione clinica e per la formazione dei giovani medici e dei professionisti sanitari. È in questa integrazione virtuosa tra cura, ricerca e insegnamento che si misura la qualità di un grande ospedale pubblico e di una università pienamente inserita nel territorio”.
“Stiamo lavorando insieme alla costruzione del Piano socio-sanitario regionale – ha sottolineato la direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti – ma soprattutto lo stiamo applicando: riteniamo fondamentale che ciò che costruiamo in modo condiviso venga poi tradotto in scelte operative, venga misurato e, se non funziona come deve, venga rivisto, nella logica del miglioramento continuo. Faccio questa precisazione perché oggi parliamo di una specialità di alta complessità come la Neurochirurgia e dell’importanza di utilizzare la tecnologia in modo appropriato, soprattutto in percorsi di cura come questo, e di definire investimenti puntuali su attività puntuali. Questo significa costruire reti cliniche e reti di patologie integrate sul territorio, in modo da garantire continuità e appropriatezza lungo tutto il percorso della persona. È questa la nostra missione: se facciamo così riusciamo a investire le risorse in modo fruttuoso e riusciamo anche a fare quanto richiamato dal Rettore e dal direttore generale, cioè valorizzare i dati dell’assistenza come leva per la ricerca, la didattica e il miglioramento del sistema. È un cambio di paradigma per questa Regione, perché nella nostra prospettiva attività di ricerca, assistenza e didattica non devono restare confinate all’ambito ospedaliero, ma riguardare l’intero percorso di cura della persona, in continuità assistenziale con il territorio. È questo il nostro obiettivo complessivo di qualità”.
“Il progetto complessivo è stato realizzato in economia con risorse interne, e rientra in un piano complessivo dell’ottimizzazione del percorso del paziente chirurgico attuato dalla Direzione in stretta collaborazione con la Direzione medica e la direzione del SITRO - Servizio infermieristico tecnico riabilitativo ostetrico che hanno coordinato e realizzato i trasferimenti di degenze e studi medici in tempi estremamente rapidi e senza alcuna sospensione dell’attività clinico-assistenziale e di questo li ringrazio pubblicamente. – ha affermato Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia - Avere una Neurochirurgia in un’area dedicata e in prossimità della sala operatoria è un valore aggiunto per i professionisti che vi operano ma soprattutto per i pazienti e loro familiari”.
La riorganizzazione si inserisce nel percorso di revisione dell’assetto ospedaliero definito durante la pandemia in cui era stato stabilito l’accorpamento delle degenze di Neurochirurgia e Ortopedia in un’unica ala per un totale di 26 posti letto. A distanza di tre anni si è resa necessaria una ridefinizione dell’assetto logistico-organizzativo delle due Strutture, in considerazione dell’evoluzione dei flussi dei pazienti, delle nuove esigenze cliniche e della necessità di garantire percorsi assistenziali più efficienti. In particolare, si è registrato un notevole incremento dell’attività chirurgica della Struttura complessa di Neurochirurgia ha registrato un notevole incremento dell’attività chirurgica, con un aumento del 16% nel 2024 e del 20% nel 2025 rispetto agli anni precedenti, determinando un aumento delle sedute operatorie e un conseguente maggiore fabbisogno di posti letto. A questo si aggiunge un incremento delle centralizzazioni dei pazienti traumatizzati provenienti dal territorio della USL Umbria 1, nonché l’aumento dell’attività chirurgica protesica della Struttura complessa di Ortopedia.
Il nuovo assetto logistico-organizzativo ha determinato la creazione di due nuove aree di degenza: una dedicata alla Neurochirurgia localizzata al Blocco B, secondo piano, con un incremento dei posti letto da 14 a 20, e una dedicata all’Ortopedia situata al Blocco D terzo piano. Il nuovo layout è funzionale alla prossimità con il blocco operatorio di afferenza, collocato nello stesso blocco, garantendo un’ottimizzazione degli spazi ed un efficientamento del percorso del paziente neurochirurgico e ortopedico.