Storia



Nel 1303 alcuni chierici e laici secolari della Perugia Augusta, per sollevare le miserie dei poveri e degli innocenti, fondarono una Confraternita. Essi costruirono una casa di ricovero presso un'antica porta della città vicino alla chiesa di S. Ercolano, che fu sede dell'Ospedale prima che venisse occupata l'attuale sede di Monteluce. Il Vescovo di Perugia, Mons. Bulgaro, lodò ed incoraggiò l'iniziativa e l'11 marzo 1305 emanò la bolla di Fondazione dell'Ospedale di S. Maria della Misericordia.Un Priore clerico ed uno laico, 4 "visitatori" e 30 cittadini per ciascuna delle 5 porte, costituirono in principio la Confraternita e deliberavano su tutti gli interessi della Pia Unione. E' interessante il ruolo dei visitatori: dovevano aiutare i priori nella loro funzione, visitare l'Ospedale due o almeno una volta al mese e, interrogando gli ammalati, gli inservienti e tutto il personale, verificare come esso fosse amministrato. Sottolinea il Prof. Stroppiana, storico della Medicina,: ..."infermi di tutte le sorti e di qualsiasi paese erano accolti dall'Ospedale Grande e provvisti di tutte le cose necessarie: di Medici, di Chirurghi, inservienti e medicine, e la confessione era la sola cosa ad essi richiesta prima di essere accettati".

L'Ospedale visse attraverso lasciti, elargizioni, legati, eredità di interi patrimoni, soffrendo però lungo i secoli anche di ristrettezze economiche. Nel 1800 veniva istituita l'Accademia Anatomo-Chirurgica di Perugia al centro della quale si trovava il Teatro Anatomico di S.M. della Misericordia, dove venivano effettuate osservazioni ed esperimenti per l'istruzione dei giovani studenti di Medicina.
Nell'anno 1854 entrarono nell'Ospedale perugino le Suore Figlie della Carità, determinando un incremento qualitativo dell'assistenza infermieristica. La fortuna dell'Ospedale era legata strettamente alla tenacia e alla capacità dei chirurghi che vi operavano, tra cui il Prof. Torelli che fu eminente pioniere. Solo nel 1923 si abbandonò l'antico ospedale di Via Oberdan, diventato troppo piccolo per le esigenze crescenti della popolazione, per il Convento di Monteluce, adattato alle esigenze del Nuovo Ospedale: furono realizzati il reparto di Medicina, Chirurgia e di Ostetricia. Al reparto chirurgico erano abbinate anche Oculistica e Otorinolaringoiatria. Al reparto medico, invece erano abbinate Pediatria, Dermatologia e Malattie Infettive.

Successivamente si è passati dal piano caritatevole dell'assistenza ospedaliera a quello di un servizio pubblico con le caratteristiche di una Azienda, volta ad assolvere insieme con l'Università degli Studi ai compiti di diagnosi e cura delle malattie, assistendo globalmente il malato, in termini di degenza, day-hospital e prestazioni ambulatoriali.
Per un certo periodo di tempo, in attesa della realizzazione definitiva del Polo Unico, l'attività sanitaria è stata erogata in due presidi ospedalieri: il Policlinico Monteluce, un presidio a padiglioni adiacente al centro di Perugia, che si allarga fino a via Enrico dal Pozzo, e a S. Andrea delle Fratte.
Dal 30 dicembre 2008 tutta l’attività sanitaria viene erogata presso il Presidio Ospedaliero di Sant’Andrea delle Fratte. Tale struttura, divenuta operativa negli anni Ottanta del Novecento - l’inaugurazione risalente al 1985 - è stata intitolata in prima istanza all'insigne clinico della Scuola di Medicina di Perugia, prof. Silvestrini, che molto si adoperò per il trasferimento dell'Ospedale nel 1923; successivamente, dopo una consultazione popolare tra i perugini, ha assunto la denominazione di S. Maria della Misericordia.
La struttura è situata a Sant'Andrea delle Fratte, in quella che fino a qualche decennio fa veniva considerata a tutti gli effetti la periferia della città di Perugia, ma attualmente, con l'avvento della "Cittadella Sanitaria”, ospita una fondamentale fetta della Sanità Umbra.

Alcune attività ambulatoriali e amministrative trovano, tuttavia, la propria sede in Via Enrico dal Pozzo (zona Monteluce).